Sul Venezuela e sulla Francia il Governo italiano ripudia la democrazia

È nella politica estera del governo che in questi giorni più chiaramente emerge il disprezzo per lo Stato di diritto e per i principi della democrazia liberale del governo giallo-verde.

Una politica estera che fin qui è stata spesso balbettante e contraddittoria e che ha portato l’Italia a staccarsi dai suoi alleati tradizionali per avvicinarsi a Paesi guidati da governi sovranisti, che non hanno però mai sostenuto l’Italia su alcuna grande questione, dai migranti alla flessibilità di bilancio.

Nelle ultime ore, però, la maggioranza di Lega e M5S è andata al di là di ogni limite: davanti a due crisi internazionali ha preso decisioni davvero gravissime e senza precedenti, che ancora una volta mettono sotto gli occhi di tutti la natura illiberale e antidemocratica del Governo Salvini-Di Maio.

Il 23 gennaio, in Venezuela, il Presidente del Parlamento Juan Guaidó ha dichiarato conclusa la dittatura feroce di Nicolas Maduro, un tiranno che ha usurpato il potere e ha messo in ginocchio il suo Paese, si è proclamato Presidente ad interim ai sensi della Costituzione e si è impegnato a portare finalmente il Paese a elezioni democratiche.

In Francia, negli ultimi tre mesi, un movimento di sedicenti cittadini auto-organizzati contro il governo del Presidente Macron (i “gilet gialli”) ha creato disordini gravissimi nel Paese, scontrandosi con la polizia, organizzando  blocchi stradali e causando vandalismo e violenze che hanno lasciato 11 vittime sulla strada.

Come ha reagito il governo italiano davanti a queste emergenze? 

Schierandosi con la democrazia e contro la dittatura in Venezuela e con il governo francese e contro i violenti a Parigi?

No, al contrario. 

Isolandoci ancora una volta in Europa, il governo italiano ha bloccato la dichiarazione dei Paesi europei che avrebbe riconosciuto la nuova presidenza venezuelana fino alle elezioni, e i parlamentari di Lega e M5S si sono astenuti su una mozione simile al Parlamento Europeo. Il dittatore Maduro ha addirittura pubblicamente ringraziato il Governo italiano per l’appoggio.

Intanto, dopo settimane di dichiarazioni e di attacchi strumentali contro la Francia, un Paese amico e fratello, Luigi Di Maio – Vicepresidente del Consiglio in carica! – è andato in Francia con Alessandro Di Battista per incontrare Christophe Chalençon, il leader dei gilet gialli: uno che ha dichiarato di sognare la guerra civile nel suo paese. 

Non possiamo assistere a tutto questo senza reagire. 

Non è in gioco soltanto la nostra politica delle alleanze, o remoti temi di politica estera, è in gioco la nostra civiltà giuridica, la nostra democrazia,  l’idea di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato nel rapporto tra governo e cittadini.

”Non ci può essere incertezza né esitazione nella scelta tra la volontà popolare e la richiesta di autentica democrazia da un lato, e dall’altro la violenza della forza”, ha dichiarato solennemente lo stesso Presidente Mattarella.

Per questo chiediamo a tutti i Comitati di azione civile di attivarsi a difesa della democrazia in Venezuela, dell’amicizia italo-francese, della nostra appartenenza all’Europa e dei nostri valori costituzionali.

Nei prossimi giorni utilizziamo i social media, organizziamo momenti di approfondimento riunendo ciascun Comitato e discutendo di queste emergenze, diffondiamo tra i nostri amici e conoscenti informazioni sulla situazione in Venezuela e sull’Unione Europea.

Informateci delle vostre iniziative scrivendoci a [email protected]: le pubblicheremo sulla pagina FB dei Comitati e su questo blog.