La marcia “NON IN MIO NOME” a Mantova

Sabato 16 febbraio si è svolta a Mantova la marcia contro ogni tipo di discriminazione “NON IN MIO NOME”, primo evento pubblico organizzato dal Comitato di Azione Civile Società Aperta Mantova. La coordinatrice del comitato, Assunta Putignano, ci ha mandato questa bella cronaca, che molto volentieri pubblichiamo.

Sabato pomeriggio ci siamo ritrovate mezz’ora prima della marcia tra noi colleghe del comitato, per un caffè e per gestire anche un pizzico d’ansia, supportandoci vicendevolmente. Siamo quasi a mani nude: volantini stampati, fili di lana multicolori pazientemente annodati, da distribuire per riconoscerci e un vecchio megafono che ci riporta alle manifestazioni studentesche degli anni Settanta.

Le persone sono arrivate alla spicciolata, ma ci accorgiamo subito che tutti sorridono e si avvolgono i nostri fili di lana ai polsi o al braccio: si respira curiosità e voglia di esserci.

Si uniscono a noi l’assessore al Welfare del Comune di Mantova, alcuni rappresentanti di Arci Mantova e Arcigay la Salamandra, i volontari dell’Associazione “Ri-Costituzione Democratica”, i rappresentanti della neo costituita associazione di medici e infermieri “Mantova solidale”, il coordinatore del comitato Giustizia Mantova e tanti cittadini e cittadine che hanno risposto al passaparola e al nostro appello sui social.

Rompo il ghiaccio accendendo il megafono e dichiarando subito che saranno più di quarant’anni che non ne usavo uno. Ci presentiamo, raccontando che Società aperta Mantova è un comitato di azione civile di persone impegnate nel sociale, con professioni, compiti e ruoli diversi, persone che hanno sentito l’urgenza di testimoniare che si può immaginare un’altra Politica, quella bella; che ognuno di noi si è sentito chiamato a resistere, nel vivere quotidiano, alle discriminazioni e al peso delle parole dell’odio, a opporsi, disobbedire, perché oggi tacere non è più una opzione praticabile.

Abbiamo sentito la necessità di dire “basta” a tutto questo, per difendere i valori della Costituzione e prima di tutto il diritto all’uguaglianza, all’ accoglienza e alla democrazia.

In questi giorni abbiamo letto notizie che sottolineano la drammaticità di ciò che sta accadendo e il clima di crescente intolleranza e di odio, due su tutte: lo sgombero con un preavviso di 48 ore del CARA di Castelnuovo e i naufraghi della Sea Watch 3 al largo di Siracusa cui è stato negato per giorni il diritto di essere sbarcati e soccorsi.

A questi si è aggiunta l’ultima notizia mantovana: l’annuncio della distribuzione delle frittelle razziste, un’iniziativa discriminatoria, resa ancora più odiosa perché rivolta ai bambini. Ed è solo grazie alla reazione della nostra Mantova -che ha dimostrato di avere ancora anticorpi contro il rassismo- che l’iniziativa è stata annullata.

 

Attorno vediamo occhi lucidi. La marcia è iniziata e il megafono passa di mano in mano per leggere gli articoli della Costituzione Italiana. Sfiliamo per le vie del centro tra la curiosità e l’attenzione dei passanti del sabato pomeriggio e concludiamo la nostra marcia con una sosta in cui il protagonista è ancora lui, il megafono, che raccoglie e diffonde gli interventi profondi e carichi di senso dei tanti che vogliono manifestare e dimostrare la voglia di mettersi in gioco e di attivare gli anticorpi democratici di cui siamo portatori. L’evento termina con l’intervento di un giovane rappresentante di Arcigay -Diego Zampolli- sull’omofobia che ha ricordato la persecuzione degli omosessuali da parte dei nazisti: «Nei campi di sterminio siamo morti anche noi: un momento molto intenso, in cui le persone si sono strette in cerchio attorno a noi e ci siamo salutati con un “NON IN MIO NOME” urlato tutti insieme.

Assunta Putignano, coordinatrice del Comitato di Azione Civile “Società Aperta Mantova”

I prossimi appuntamenti del Comitato di Azione Civile “Società Aperta Mantova”

Venerdì 8 marzo, partecipazione al seminario “La rivoluzione dentro. Per i quarant’anni della legge 180”

Il Comitato è stato inviato a intervenire alla presentazione di “La rivoluzione dentro. Per i quarant’anni della legge 180” a cura di Francesco Stoppa. Per il comitato interverrà Luciana Bianchera. Il seminario si propone di riprendere analiticamente e con energia il prezioso lascito di Franco Basaglia, proponendo una modalità di presentazione e di discussione di gruppo e condivisa per portare i cardini del pensiero basagliano nel tempo attuale e utilizzarli come strumenti per dare slancio alla ricerca (alla militanza) e alla cooperazione che il lavoro sociale oggi richiede

2° Evento in programma

Vogliamo organizzare un evento sul tema impegno personale e pratiche politiche: combattere per una società aperta solidale inclusiva al tempo delle parole dell’odio. Non c’è ancora il titolo, ma ci stiamo lavorando. Intendiamo coinvolgere le nostre reti di riferimento, perché ci siamo accorti di essere un gruppo con molte relazioni e contatti in tante realtà che ben possono essere collegate: l’università e i giovani, le reti che operano sul territorio in campo sociale, la cooperazione sociale, il welfare, il forum del terzo settore e le associazioni di volontariato, il mondo della produzione scientifica (in cui è presente la nostra Luciana) psicoanalisti esperti di analisi dei gruppi e delle istituzioni e gli enti territoriali.