Immigrazione e fake news, Pietro Bartolo al Festival delle Religioni

Immigrazione e fake news , Festival Religioni Firenze

Riceviamo da Chiara Marconi, coordinatrice del Comitato di Azione Civile Vero Firenze il resoconto dell’intervento di Pietro Bartolo al Festival delle Religioni di Firenze a proposito d’immigrazione e fake news.

Il 28 Aprile si sono concluse le celebrazioni dedicate al millenario dalla fondazione della Basilica di San Miniato al Monte a Firenze, in particolare durante i quattro giorni dedicati al Festival delle Religioni giunto al suo quarto anno di vita. La scelta di chiudere questo Festival con un tema “audace”, quello legato all’immigrazione, che apparentemente potrebbe apparire lontano da questo mondo spirituale e di elevazione degli animi, è invece azzeccato e pertinente con il momento di smarrimento e di perdita di valori che stiamo vivendo.

La Basilica al completo ad un’ora ingrata, sul finire della sera in prossimità del calare del sole, ha visto la moltitudine di gente accorsa ad ascoltare le parole del medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, salito agli onori della cronaca per il docufilm di Gianfranco Rosi ‘Fuocoammare’ vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2016. Il suo intervento iniziato in punta di piedi, quasi a chiedere permesso per la sua presenza, ha coinvolto tutto il pubblico per la ferocia e l’amarezza delle vicende raccontate. Il silenzio carico di pathos della Basilica ha fatto da cornice alle sue parole che strada facendo portavano e svelavano scenari da brivido, ma anche tanta di quella humanitas di cui noi italiani siamo capaci di offrire e di provare.

La raccapricciante scoperta è di quante fake news girino su questo argomento, iniziando dal tema delle “fantomatiche” malattie che con l’arrivo di questi uomini, donne e bambini porterebbero dietro di sé.

Ebbene la testimonianza del medico, primo uomo a salire per obbligo sanitario sulle imbarcazioni, dice esattamente il contrario. – “Dal 1992 ho visitato più di trecentocinquantamila uomini, sono l’unico medico ad aver visitato così tanti pazienti, a quest’ora sarei dovuto morire o per lo meno avrei dovuto contrarre le peggiori malattie possibili”, continua Bartolo “invece sono ancora qui, in mezzo a voi e non perché sono un super uomo, ma perché questo è uno dei modi per creare paura e dissapore tra la gente”. E prosegue dicendo “la vera malattia che questi poveri uomini si portano dentro è come la chiamo io la “ferita dell’anima”, le sofferenze e le angosce che hanno subito, in molti casi quasi da non poter essere raccontate: stupri, torture di vario tipo. Ecco queste sono le uniche vere malattie che in tutti questi anni ho potuto riscontrare”.

Ma questa non è l’unica accusa che il medico lancia contro l’attuale amministrazione, che tenta in tutti i modi di infondere al popolo italiano tanta paura ed odio. Infatti, continua “sto cercando nel mio piccolo, di abbattere questo muro di ignoranza, per cercare di rendere liberi attraverso la conoscenza e poter quindi discernere dove sta la verità. Noi siamo un grande popolo, basato su di una grande democrazia. Per raggiungere questo scopo userò ogni mezzo, i libri che ho scritto, i film, i documenti che ho a disposizione”.

Con queste parole questo piccolo grande uomo ci ha salutato al Festival delle Religioni, con l’augurio che grazie al suo lavoro ed alla sua decisione di scendere in campo candidandosi alle prossime elezioni europee del 26 marzo, porterà lontano la sua parola e la voce di tutti quegli uomini che non ce l’hanno fatta, ma anche di quelli che invece hanno potuto costruire in Europa un nuovo inizio.

Un’Europa che si spera li possa accogliere senza pregiudizi, per offrirgli un futuro migliore.