I comitati per la scienza libera a presidio della democrazia

Siamo molto preoccupati per le azioni che in questi mesi il governo ha posto in essere per minare la libertà della comunità scientifica e per metterne in discussione l’autorevolezza di fronte all’opinione pubblica.

Riteniamo anche questo agire parte di un processo eversivo della struttura democratica e libera della nostra società.

Smantellando una comunità competente a cui fare riferimento, si priva il processo legislativo di argomenti oggettivi e universalmente riconoscibili. Il processo decisionale diretto “dell’uno vale uno” nasconde infatti un’insidia autoritaria: nulla deve essere dimostrato, argomentato, sottoposto a verifica e tutto è affidato infine all’arbitrio di pochi.

La scienza non è democratica, perché una verità scientifica non si vota a maggioranza ma va dimostrata. Allo stesso tempo lo sviluppo del pensiero scientifico è alla base di una società democratica e libera e forma coscienze autonome e critiche, contro l’individualismo dell’arbitrio.

Contro chi vuole relegare la conoscenza e la ricerca a processi elitari, contro una maggioranza di governo che intende costruire percorsi di ignoranza per controllare consenso inconsapevole, ci facciamo carico di una sfida culturale ed educativa nel Paese.

Ci impegniamo a sostenere i presidi democratici che garantiscono la libertà della scienza e a promuovere la valorizzazione del metodo scientifico, necessario per formare cittadini liberi e consapevoli.

Per questo motivo aderiamo convintamente all’appello per la scienza promosso dal dott. Burioni, invitando a firmare lo stesso appello nel sito: http://bit.ly/2VWk08T e promuovendone la diffusione.