I Comitati contro lo smantellamento del CARA di Castelnuovo di Porto

Il Cara di Castelnuovo di Porto chiude con un preavviso di sole 48 ore, con l’intervento delle forze dell’ordine per smantellare uno dei due più grandi centri di accoglienza sul territorio italiano. Grazie all’effetto del decreto Salvini, alcune centinaia di immigrati titolari di protezione umanitaria perderanno anche il diritto alla prima accoglienza. Questi sono solo dei dati che però non possono rendere pienamente la drammaticità dell’accaduto. Noi come Comitati di azione civile, vogliamo far sentire la voce di coloro che sono stati accolti e a cui è stato strappato il futuro, unirci alle loro sofferenze e dire “basta” a questo clima di intolleranza e di precarietà.

Alle prime luci dell’alba, decine di persone con il loro sacco sulle spalle si sono assembrate alla fermata dell’autobus alla ricerca di un passaggio verso Roma, mentre altri erano stati divisi tra uomini, donne e bambini, in un’immagine che sinceramente ricorda fotografie del passato che non abbiamo dimenticato. In coscienza, non ci sentiamo uniti a un’Italia che toglie la dignità, il valore e il futuro a coloro che, giunti con tante aspettative, anche umane, hanno prima trovato una grande comunità ad accoglierli e poi di punto in bianco hanno perso tutto.

Per di più si devono fare i conti anche con l’inverno che con freddo e maltempo completa uno scenario da romanzo di Dickens, purtroppo senza il finale positivo. Il centro verrà smantellato entro il 31 di questo mese: poche ore, se si fanno bene i conti, per raccogliere quel poco che era stato costruito. O quel molto, se si parla di valori condivisi, se si parla di relazioni umane che sono state tessute ed intrecciate con la comunità di Castelnuovo: basta solo pensare a tutto il seguito di silenziose e dignitose proteste che sono nate improvvisamente, così come improvvisa è stata la violenza dello smantellamento.

Ne è testimone il parroco di Santa Lucia, Don José Manuel Torres dei Servi di Gesù, che ha dato il via ad una marcia silenziosa e a un presidio permanente. Anche Riccardo Travaglini, il Sindaco del comune di Castelnuovo, si è opposto, considerando che il Centro era uno senza dubbio un esperimento di positiva integrazione. Molti di questi migranti dovranno interrompere i percorsi di studio e lavoro che avevano avviato.

Anche noi dei Comitati di Azione Civile “Ritorno al futuro” vogliamo aderire a tutte le forme di mobilitazione che si terranno nei prossimi giorni e incoraggiamo tutti i Comitati – in particolare i Comitati “Società Aperta” in tutta Italia e tutti i Comitati di Roma e del Lazio – ad aderire e a promuovere ogni forma di dissenso civile contro una decisione che non rispecchia né la cultura né la storia della nostra comunità nazionale e che rischia di creare un’emergenza sociale e umanitaria.